Di questo blogger condannato in Egitto a quattro anni di carcere per aver difeso i principi della libertà di parola, la tolleranza religiosa e la uguaglianza tra i sessi, sui nostri giornali, quasi non c'è traccia.
Altrove ne hanno scritto diffusamente, ha fatto scalpore, in Inghilterra lo hanno insignito di un importante premio per il giornalismo, il Pen Club lo ha eletto socio onorario. Sono state sottofirmate petizioni. In Italia la notizia è stata snobbata, o meglio, i nostri giornalisti "non hanno creato la notizia", ieri davanti a Montecitorio a manifestare c'erano quattro gatti.
Non interessava nessuno, nella Italia del finto buonismo, della accoglienza indiscriminata di poveri e delinquenti, le idee non trovano posto, e le idee coraggiose di Karim, la sua incarcerazione, il fatto che il padre abbia chiesto la sharia per il figlio, potevano essere una occasione di dibattito i cui includere l'islam moderato. Una occasione di contatto con "l'altro", partendo da un fatto che nell'islam moderato dell'Egitto è nato. Ma no, ai nostri media non interessa, la Kultura del finto buonismo non ha bisogno dei Karim, gli basta qualche giaculatoria, qualche tiritera per convincerci della nostra colpevolezza "a prescindere" per farci sopportare come fessi le prepotenze dei delinquenti importati, ma gente come Karim, no, non serve alla causa di chi vuole soffocare questo paese e le sue tradizioni, meglio una barcata di "nuovi schiavi", è sempre un businnes : salari più bassi per i Montezemoli; centri di prima accoglienza che guadagnano, ora poi sono anche politicamente corretti, associazioni, pratiche remunerate dallo Stato per i sindacati, ditte che riforniscono i "vu compra'" e poi il votificio.... si meglio la barcata di schiavi che la diffusione delle idee, per quelle bastano i centri sociali , si sta più tranqulli, sono politicamente corretti, si sa quel che diranno, non danno sorprese.
